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Rivisitazioni giocose di classici della letteratura, pensieri in rima dedicati, perle di saggezza...e...ricordi... di un vecchio livornese....


 Saturday, 26 November 2022
Don Chisciotte   PDF  Print  E-mail 
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Poor Best

Alcune avventure tratte dal "Don Chisciotte" di M.Cervantes

 

Rincoglionito, secco allampanato,

sull'istorie della cavalleria,

dei paladini ormai ci s'? fissato

s? che il cervello se n'? andato via;

 

vestito con corazza di antenato,

montato sul cavallo Ronzinante,

la spada al fianco e con lo scudo a lato

? pronto a fare il 'Cavaliere errante'.

 

Tutta sui libri di Cavalleria

formata ? la sua grande convinzione:

combatter? contr'ogni fellon?a,

ogni sopruso, ogni mala azione;

 

e tal per lui sar? considerato,

(visto attraverso il fiuto avventuroso

che le leggende gli hanno stimolato)

qualsiasi evento, senza mai riposo....

 

Gli manca un nome, forte, altisonante

che incuta pi? timore della lancia

che oscuri anche Rinaldo, anche Morgante:

sar? lui 'Don Chisciotte della Mancia'.

 

Chi mai potrebbe ardir di contrastarlo

nella missione ch'? nel suo destino?

e chi, fellone, osasse mai di farlo

non troverebbe scampo, quel tapino...

 

In cima ai suoi pensier sceglie la Dama

a cui dedicher? ogni sua impresa,

per lei ricercher? onori e fama,

pugnando sempre, senza mai la resa;

 

il nome della dama ? gi? un'idea

che segna il suo destino avventuroso:

la signora si chiama Dulcinea

cui d? la provenienza: del Toboso.

 

Adesso ? pronto per la sua avventura;

d'un caldo giorno all'alba se ne parte

anche se il mondo contro lui congiura

ei pugner? contro l'avversa sorte.

 

E inizia a cavalcare senza sosta,

monotono, solingo, fino a sera,

per? quel giorno, manco a farlo apposta,

non incontra avventure e si dispera.

 

Sul tardi, giunge stanco ed affamato

ad una rozza, sudicia osteria

che diventa un 'castello', frequentato

da nobildonne, nella fantasia.

 

Per lui l'oste diventa il 'castellano',

il pansecco muffito ? 'gran biscotto'

che la sua fame nobilita (ma invano),

'trota pregiata' ? il baccal? mal cotto...

 

e nella sua pazzia, che l'ha invasato

ei non riesce a vedere la realt?,

bens? le cose del suo immaginato,

quel che vuol credere sia la verit?.

 

Si divertono tutti alle sue spalle,

pi? lui ? serio, pi? ch'? divertente,

poi l'oste, pur ridendo a crepapelle,

lo 'investe' cavaliere, finalmente!

 

Ma l'avventura incalza; il cavaliere

ha torti da punire ed ha donzelle

(la cui salvezza ? il solo suo dovere)

che lui liberer?, care fanciulle...

 

Or pretende che un gruppo di mercanti

si sdilinqui in omaggi e compiacenze

verso la sua signora, ma quei, tanti,

scocciati, senza tante riverenze

 

gli riempion la schiena di legnate

ed il commento suo, di quel frescone:

"stavolta me le sono meritate,

non fu con cavalieri la tenzone!"

 

Assume uno scudiero che lo affianchi

(un cavaliere non pu? farne a meno)

che curi lui e il cavallo se son stanchi,

che per dormire trovi un p? di fieno,

 

che gli sia a fianco quando lui s'avanza...

e lo trova, a cavallo d'un somaro:

? un  contadino, detto Sancio Panza

duro di comprendonio, ma sincero.

 

Ora il destino gli offre l'occasione

per pugnare davver contro giganti

egli li sfida a singolar tenzone

"Sancio, tu parli come gl'ignoranti...

 

 

non t'intendi per niente d'avventure,

sono nemici, non mulini a vento

e assurde e vane son queste paure,

li uccider?, cos? sarai convinto!!!"

 

La facil profezia non s'? avverata,

all'attacco dei mostri la sua lancia

nelle pale rimane conficcata:

stramazza don Chisciotte della Mancia...

 

ed il fedele Sancio lo rialza,

riprende un p? ammaccato il suo cammino

la sete d'avventure che lo incalza

lo spinge ancora verso il suo destino.

 

Destino ch'or si mostra nel sembiante

d'una dama, da servi accompagnata,

in compagnia d'un altro viandante

"La principessa venga liberata!"

 

tuona Chisciotte, con a fianco Sancio,

a quelli che ritiene gli aguzzini

"Togliete le catene od io, di slancio,

v'infilzer?, furfanti, malandrini!";

 

la zuffa che ne nasce ? gigantesca:

scudiero e cavaliere, malmenati,

ne prendon tante che la metÓ basta,

rimangon stesi a terra, frastornati...

 

A questo punto, forse, la ragione

consiglierebbe di lasciare andare,

del cavalier diversa ? l'opinione

altre imprese s'accinge ad affrontare.

 

Or l'occasione  ? rappresentata

da un gruppo d'avversari - una ventina -

ch'han dato a Ronzinante una legnata

(facea franella co' una cavallina);

 

"Padrone, sono troppi" ecco il commento

di Sancio Panza, sempre pi? prudente

"io da solo ne valgo almeno cento,

ne stendo a gruppi con  un sol fendente"...

 

Ahim? quei venti picchiano pi? forte

che quasi tramortiscon don Chisciotte;

anche Sancio n'ha prese dritte e storte

e ci vuol tempo per smaltir le botte...

 

"Caro Sancio, ? la giusta punizione,

il dio delle battaglie non gradisce

ch'io incroci il ferro a singolar tenzone

con chi, non cavaliere, non capisce";

 

per ogni fatto c'? la spiegazione,

pur astrusa che sia, ch'egli fornisce

e' che pare la giusta conclusione

"sar?...." brontola Sancio che annuisce..

 

Ecco, incontrato un branco di montoni

li affronta brando in pugno il cavaliere

"sono nemici, sono dei felloni,

Sancio, li annienter? , stammi a vedere";

 

ma i pastori, scocciati e anche furenti

a difesa del branco d'animali

lo prendono a sassate irriverenti

e insieme ai sassi agitano pali...

 

Poi un bel giorno gli capita a puntino

un barbiere, a cavallo a un somarello,

che va a fare un salasso a un contadino

portando in testa un 'coso' per cappello;

 

il 'coso' altro non ? che un recipiente,

oggetto usato per il suo mestiere,

non ? certo prezioso, vale niente,

solo una catinella da barbiere,

 

ma agli occhi fantasiosi dell'errante

diventa adesso 'l'elmo di Mambrino'

"? un sacrilegio in testa  a quel furfante,

rilasciamelo tosto, malandrino!";

 

ed ? cos? che il povero tapino,

da tanta veemenza frastornato,

fugge lasciando l'elmo (e anche il ciuchino)

e il prode cavaliere ? accontentato..

 

Ridicolo era gi? senza cappello

il 'coso' non migliora il suo sembiante,

ma con quel copricapo il  suo cervello

si ritien soddisfatto e trionfante.....

 

............

 

E' forse questa l'unica avventura

che non finisce male per Chisciotte,

nelle altre la 'missione' ? sempre dura,

almeno in questa .....non raccoglie botte!!!


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